Lettera del presidente Thomas Bach OLY agli atleti

Cari colleghi atleti, 

in questa crisi senza precedenti siamo tutti uniti. 

Come voi, siamo molto preoccupati le ripercussioni della pandemia di COVID-19 sulla vita delle persone. Le vite umane hanno la precedenza su tutto, compresa l’organizzazione dei Giochi. Il CIO vuole essere parte della soluzione. Per questo motivo abbiamo identificato come nostri principi guida la salvaguardia della salute di tutte le persone coinvolte e il contenimento del virus. Vi garantisco che tutte le decisioni relative ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 saranno prese tenendo a mente questi obiettivi. 

Ognuno di voi ha percorso una strada diversa, per arrivare a Tokyo, dal momento che provenite da 206 Comitati Olimpici Nazionali differenti. Molti di voi ora non sono in grado di prepararsi e allenarsi come al solito o, addirittura, si vedono completamente preclusa la possibilità di farlo a causa delle misure anti-COVID-19 adottate nel proprio paese. Molti di voi continuano ad allenarsi e non vedono l’ora di realizzare il proprio sogno Olimpico. Molti di voi si sono già qualificati per i Giochi; molti altri non hanno ancora avuto la possibilità di farlo. 

Tuttavia, condividiamo tutti una grande incertezza. Questa incertezza ci sfibra, generando o rafforzando i nostri dubbi su una visione positiva del futuro distruggendo la speranza. C’è chi sta addirittura temendo per la propria stessa esistenza. Questa incertezza deriva dal fatto che, in questo momento, nessuno è in grado di rilasciare dichiarazioni davvero attendibili sulla durata della lotta contro il virus. Questo vale per lo sport, la scienza, i media, la politica e per tutta la società. Nemmeno il CIO, purtroppo, è in grado di rispondere a tutte le vostre domande. È per questo motivo che ci affidiamo al parere di una task force, di cui fa parte anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 

Come atleti di successo, sapete che non bisogna mai arrendersi, nemmeno quando le possibilità di successo sono esigue. Il nostro impegno per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 si basa su questo principio. La nostra esperienza di atleti ci insegna che bisogna essere sempre pronti ad adattarsi alle nuove situazioni. Per questo motivo, come indicato in precedenza, abbiamo pensato a scenari alternativi, che stiamo cercando di adattare alla situazione quasi giorno dopo giorno. 

Da un lato, si riscontrano miglioramenti significativi in Giappone, dove la torcia Olimpica sta ricevendo un’accoglienza davvero calorosa. Questa situazione potrebbe rafforzare la fiducia riposta nell’organizzazione giapponese, facendoci pensare che possano esserci le condizioni per organizzare i Giochi Olimpici nel paese, nel rispetto del nostro principio di salvaguardia della salute di tutte le persone coinvolte e mettendo in atto determinate restrizioni di sicurezza. D’altro canto, abbiamo assistito a un drammatico aumento dei casi e all’insorgenza di nuovi focolai del virus in numerosi paesi di diversi continenti. È per questo motivo che dobbiamo pensare a intraprendere il prossimo passo considerato nei nostri scenari. 

Penso di essere d’accordo con chi di voi ritiene la situazione inaccettabile. Anche se, in circostanze molto diverse, e per ragioni molto diverse, ho vissuto un’esperienza di incertezza simile, come atleta, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Mosca 1980. Non si sapeva se i Giochi si sarebbero svolti e se avremmo avuto la possibilità di parteciparvi. Francamente, avrei preferito che i responsabili delle decisioni si fossero riservati più tempo, per decidere sulla base di informazioni più solide. 

Oggi, le informazioni in nostro possesso suggeriscono che sarebbe ancora prematuro prendere una decisione definitiva sulla data dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. 

Quindi, come voi, ci troviamo di fronte a un dilemma: l’annullamento dei Giochi Olimpici distruggerebbe il sogno Olimpico di 11.000 atleti, appartenenti a tutti i 206 Comitati Olimpici Nazionali, oltre che della squadra Olimpica dei rifugiati del CIO e molto probabilmente degli atleti paralimpici, nonché di tutte le persone che vi sostengono, come gli allenatori, i medici, i funzionari, i partner di allenamento, gli amici e i familiari. L’annullamento non risolverebbe il problema e non sarebbe utile a nessuno. Ecco perché questa opzione non è all’ordine del giorno. 

Ad oggi, se si optasse per il rinvio, non sarebbe possibile determinare una nuova data per i Giochi Olimpici, a causa degli sviluppi incerti in entrambe le direzioni: un miglioramento, come quello che si sta registrando in alcuni paesi, grazie alle severe misure adottate, o un peggioramento della situazione in altre zone. 

Contrariamente a quanto avviene con altri eventi sportivi, posticipare i Giochi Olimpici è una sfida estremamente complessa. Solo a titolo di esempio: 

alcuni luoghi fondamentali per i Giochi potrebbero non essere più disponibili. La situazione riguardante milioni di notti già prenotate negli hotel è estremamente difficile da gestire e si renderebbe necessaria la riprogrammazione del calendario sportivo internazionale per almeno 33 discipline olimpiche. Queste sono solo alcune delle davvero numerose problematiche da affrontare. 

Al fine approfondire lo studio dei diversi scenari, sarebbe quindi necessario il pieno impegno e la cooperazione del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 e delle autorità giapponesi, di tutte le Federazioni Internazionali (FI), dei Comitati Olimpici Nazionali (NOC) e di tutte le parti interessate ai Giochi Olimpici. È alla luce del peggioramento della situazione a livello mondiale oltre che nello spirito del nostro comune impegno nei confronti dei Giochi Olimpici, che il Comitato Esecutivo del CIO ha intrapreso il passo successivo considerato nei nostri scenari. 

Oggi, in concerto con tutte le parti interessate, abbiamo avviato discussioni approfondite per una valutazione completa del rapido sviluppo della situazione sanitaria mondiale e del suo impatto sui Giochi Olimpici, compresa l’ipotesi di un rinvio. Stiamo lavorando duramente e confidiamo di portare a termine queste consultazioni entro le prossime quattro settimane. 

So che questa situazione senza precedenti lascia aperte molte domande. So anche che questo approccio razionale potrebbe non essere in linea con le emozioni che molti di voi stanno provando in questo momento. Mentre cerchiamo di far fronte alla situazione e alle vostre possibili domande sugli allenamenti, sui sistemi di qualificazione e sulla partecipazione ai Giochi, vi invitiamo pertanto a controllare gli aggiornamenti su Athlete365 e a rimanere in contatto con i vostri Comitati Olimpici Nazionali e le Federazioni Nazionali. 

Mi auguro, e stiamo tutti lavorando per questo, che la speranza espressa da tanti atleti, dai Comitati Olimpici Nazionali e dalle Federazioni Internazionali di tutti e cinque i continenti si realizzi: che alla fine di questo tunnel, che stiamo attraversando tutti insieme e senza conoscerne la lunghezza, splenda la luce gloriosa della torcia Olimpica. 

In qualità di ex atleta Olimpico, spero che possiate comprendere la nostra sfida e accettare e sostenere i nostri principi: salvaguardare la salute degli atleti, delle loro famiglie e di tutte le persone coinvolte, mantenendo vivo il vostro sogno Olimpico. 

Nell’augurare a voi, alle vostre famiglie e ai vostri amici la piena salute e tutto il meglio, vi porgo i miei più cordiali saluti.